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© U2 Place
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Voice
Ho scoperto gli U2 a circa 9 anni. La
loro musica diventò il mio
rifugio: The Refugee.
In quegli anni, per vari motivi,
avevo la necessità di proteggermi
dal mondo ed io mi rifugiavo
nelle loro canzoni
che puntualmente centravano il
tema del mio disagio.
Il mio primo album fu The Joshua Tree e da
quel momento qualcosa cambiò dentro di me. Iniziai ad
acquistare tutta la discografia precedente e
tutto ciò che uscì successivamente.
Viaggiai a fondo anche dentro album
particolari quali
Original Soudtrack e The Million Dollar Hotel e via verso pietre miliari come
Achtung Baby e How To Dismantle An Atomic Bomb che mi regalarono tutta
la forza
necessaria per sorridere alla vita.
"Come un deserto ha bisogno della
pioggia, come una città ha
bisogno di un nome, io ho bisogno degli U2..."
Ed oggi, attraverso i No Line, ho la
fortuna di coltivare e
condividere
la mia più grande passione
insieme a tutti gli innamorati come me di Bono, Edge, Adam e Larry.
Guitar
Tutto cominciò nel 1998, quando uscì il singolo The Sweetest Thing...
Mi regalarono il The Best 1980-1990 ovviamente mai ascoltato nei primi
mesi ad eccezione della traccia inedita pubblicata... Mi convinsero ad
ascoltarlo tutto d'un fiato e da lì in poi non riuscii più a
farne a meno. Mi documentai sulle origini di questo gruppo
credendoli alle prime esperienze (!!!) ma quando scoprii di aver perso
quasi 20 anni di carriera, ci rimasi molto male... Mi misi subito al
lavoro con qualche risparmio ad acquistare parte della discografia fino
a completarla. Non riuscendo a trovare un brano non gradito, capii che
sarebbe stata la band
che avrebbe segnato tutta
la mia vita.
All'uscita di All That
You Can't Leave Behind cominciai a frequentare varie fiere
per ricercare materiale live. Finito l'Elevation Tour mi regalarono la mia prima chitarra
che cominciai a suonare esclusivamente per riprodurre il suono di The
Edge; mi divertivo a giocare e creare gli stessi suoni con il mio primo
multieffetto. Nel 2004 la prima esperienza in una tribute band locale
fondata da me con debutto live nell'agosto seguente. Pian piano per
pura passione cominciai ad aumentare il parco chitarre ovviamente
identiche al mio idolo, tra le più importanti Fender
Stratocaster, Fender Telecaster, Gibson Explorer, Gibson Gold Top, fino
ad arrivare agli stessi plettri e alla stessa amplificazione col mitico
Vox AC30cc2.
Attraverso i No Line
posso finalmente condividere al 100% la mia passione per gli U2 potendo
esprimere in ogni dettaglio l'inconfondibile sound della
band irlandese.
Bass
Sono nato nel lontano '64
(ahimè sono colui che alza l’età
media del gruppo). Il primo approccio con la musica suonata
l’ho avuto a 9
anni, quando mi viene regalato un organetto
giocattolo a ventola Bontempi. A 11
anni la prima chitarra classica da studio. A 13 anni la svolta: compro
il mio
primo vinile 33 giri del leggendario gruppo Le Orme, dal titolo
Collage, e
m’innamoro
subito del basso
suonato dal mitico Aldo Tagliapietra.
Con i primi
risparmi delle mance e con il contributo della
mia nonna Genoveffa acquisto
il primo basso. Tenerlo in mano fa uno strano
effetto: è pesantissimo avendo il manico più
lungo della chitarra ed essendo di
legno pieno. Le corde sono molto grosse e senza amplificazione non si
sentono
anche se le picchi con forza, ma appena accendi
l’amplificatore una vibrazione
profonda ti scuote fin dentro lo stomaco.
Dopo molti esercizi e troppe vesciche
sui polpastrelli della
mano sinistra per cercare di imparare i giri delle mie canzoni
preferite
dell’epoca, (quelle sulla mano destra erano per altri
motivi), a circa 20 anni ascolto
per la prima volta un ragazzo con
una voce incredibile che “non
riusciva a
credere alle notizie che leggeva...”. Suonava
con altri tre ragazzi (tali U2...),
e quel suono cupo che usciva dal basso di un certo Adam Clayton
iniziò a rapirmi sempre
di più...Oggi, dopo tanti anni, posso affermare che gli U2 sono stati la colonna sonora della
mia vita, e spero lo siano ancora per molto tempo!
Nel seguito degli anni ci furono
varie esperienze con altri
gruppi, finché un certo Lukas,
molto preparato e meticoloso nella scelta dei
suoni i più simili possibili a quelli di Edge, mi presenta
altri due ragazzi
appassionati come me degli U2. Ed ecco come nacquero i No Line, il migliore
tributo U2 in cui abbia mai suonato....
Drums
Estate 1993:
un pomeriggio un mio caro amico accese lo stereo e mi disse: "Senti qua che roba...".
La chitarra di The Edge accompagnava uno splendido Bono che gridava al
mondo intero "If I could stay... then the night would give you up".
Subito qualcosa iniziò a bruciare
(“burning”) dentro di me. Di lì a poco
formai la mia prima band U2uica e nel 1997 partecipai al primo concorso
italiano "Volevano essere gli U2". L'occasione di vincere il biglietto
per Dublino fu meritatamente conquistata dai Playstation capitanata dal grande Gianni Favero, ma io me ne tornai a casa
comunque soddisfatto e pieno
di entusiasmo.
Così negli anni a seguire continuai a studiare e ad appassionarmi ai
quattro irlandesi sia dal punto di vista musicale che artistico.
Uno dei più grandi desideri era inoltre quello di riuscire ad incontrarli. Un bel
giorno, un amico che faceva il cuoco nel ristorante “Europa
92” a Modena, mi chiamò e mi disse: "Ti andrebbe
di cenare qui da noi? Domani gli artisti suonano al Pavarotti
International e stasera Big Luciano
li ha invitati tutti a mangiare nel suo ristorante". In men che non si
dica arrivai a Modena. Non dimenticherò mai il momento in
cui Bono
autografò la copertina del mio album The Joshua
Tree. Custodirò per sempre dentro il cuore quel ricordo.
Dopo tanti anni di sforzi e di ricerche sono finalmente riuscito a
creare un progetto tributo che si concretizza nei No Line nato appunto
da questa grande passione
chiamata U2.
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WE LOVE U2 ! |
24.03.2012:
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